02/01/2010

Intanto esiste...

Il blog del mio romanzo nascente!

E' finito.

E' partito in cerca di fortuna.

Troverà la strada.

Segnali incoraggianti non mancano.

Stiamo, state, a vedere.

Commenti

Attualmente sto leggendo "E intanto il mare sta a guardare" di Federico Fascetti, edizioni Fermento.
Fluido e più spesso di quel che possa apparire.
Conto di finirlo in giornata.
Parallelamente sul comodino albergano:
"Tre uomini paradossali" di Girolamo De Michele, "L'Agosto di Mario Rossi" di Marco Zarfati, "Prima lezione di grammatica" di Luca Serianni e "Per il resto del tempo ho sparato agli indiani" di Fabio Geda.
Il 2010 inizia così.

Scritto da: elviocalderoni | 03/01/2010

Orgogliosa di averlo letto per prima...

Scritto da: giulia | 11/01/2010

Chissà se COME L'INSALATA SOTTO LA NEVE di Luca Gallo ( Intermezzi Editore ) piacerebbe ai fratelli Dardenne. E come mi viene in mente che possa piacergli se non ho mai visto un film dei Dardenne? Eppure il libro di Luca Gallo fa pensare a un cielo terso, all'aria pulita, a queste notti da aspettare per sentire e vedere un camion della spazzatura ( un po' come quando fischiava il treno di Pirandello )come unico appiglio a cui rimanere attaccati. Il romanzo di Luca è bello e disperato, ti lascia con una voglia di attaccarti ai personaggi e di aiutarli, di far convergere, in qualche modo, nei tempi supplementari le loro vite smesse. I Dardenne non so se siano mai stati a Torino, di certo la città della Mole è qui più che uno sfondo e profuma di sguardo inedito. Una prosa spessa e una costruzione altrettanto interessante. E un personaggio, Gambier, che ti rimane attaccato come una cozza. Grande Luca, scrivine un altro!

Scritto da: elvio calderoni | 09/02/2010

"Lasciato senza fiato".

Così intitolai una mail indirizzata ad Elvio Calderoni dopo aver terminato la lettura del suo romanzo.
O, per meglio dire, dopo aver terminato di viverlo.

Mi piace ripercorrere su questo blog gli spunti che mi vennero di getto in quel messaggio, riportandone alcuni stralci.

"I tuoi personaggi mi sono entrati nel cuore. Le loro vite hanno invaso la mia in questi giorni...
Ho trovato il tuo lavoro incredibilmente ricco e sincero nell'ispirazione.
Profondo, vero.
Ogni pagina emana vibrazioni, emozioni, riflessioni.
Spesso mi sono trovato a rileggere numerose volte alcuni passi del libro, come per afferrarne meglio il senso profondo e non perderne neanche la minima suggestione.
La voglia di sottolineare alcune frasi, di fissare degli attimi precisi del racconto è stata in alcuni frangenti fortissima. Mi è capitato spesso di sentirmi trascinato da un "trasfert" misterioso in questo o quel personaggio. Di sperimentarne la ansie, le gioie, le delusioni, i dubbi, le paure.
Ho persino cercato su Internet le foto di alcuni luoghi da te descritti, spinto dal desiderio di calarmi ancora di più nella realtà dei posti che descrivevi, in modo così efficace e quasi "pittorico".
Ho apprezzato moltissimo - sin dalle prime battute - le diverse chiavi di lettura che la tua opera offre. C'è un piano strettamente descrittivo legato alla mera successione degli eventi che, da solo, è in grado di dipanarsi in modo serrato e mai banale. E c'è poi un secondo, e forse un terzo piano, che è quello legato alla lettura emozionale degli accadimenti. Gli eventi raccontati attraverso la decodifica emotiva di chi li vive. Lo stesso fatto, proiettato e spiegato sotto angolazioni diverse, a seconda della persona che in quel momento lo vive.
Il tutto è straordinariamente cinematografico. L'impatto visivo delle parole altissimo. Il testo trasuda anche suoni, colonna sonora, partitura musicale, da ogni riga.
Sono convinto che dal tuo bellissimo romanzo potrebbe nascere un bellissimo lungometraggio, oltre ad augurargli il più grande successo sotto il profilo più squisitamente letterario."

Scritto da: Giovanni Carta | 16/02/2010

E' il primo libro ? Dovrebbe essere anche l'ultimo ! Scontato, banale, pretestuoso. E l'autore durante la presentazione non ha mancato più volte di mostrarsi presuntuoso. Insegnante di Lettere ? Sentendolo parlare non si direbbe.

Scritto da: max | 11/07/2011

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